“Orange is the new black” e il ricatto non riuscito a Netflix

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Ha fatto sì scalpore, ma in pratica prodotto pochi risultati, il ricatto subito da Netflix da parte del gruppo hacker “thedarkoverlord“. Per chi si fosse perso le puntate precedenti (è proprio il caso di dirlo…) tale gruppo aveva chiesto una sorta di “riscatto” alla nota piattaforma di streaming video on demand, per non pubblicare su siti pirata e Torrent la quinta (e inedita) stagione di “Orange is the new black“; una produzione originale che, tra l’altro, ha riscosso un notevole successo.

Ebbene, Netflix è riuscita a non cadere nel tranello, restando impassibile di fronte al ricatto. Una presa di posizione forte, dovuta anche all’alto grado di fedeltà che gli utenti hanno mostrato in questi giorni.

Sì, perché sembra che la diffusione illegale della serie non sia stata poi così massiccia. Tanto che gli hacker hanno pubblicato un tweet eloquente: “E’ tempo di un nuovo round”. Una minaccia velata, insomma, considerato che il primo tentativo non è andato a buon fine (o almeno non ha prodotto effetti così devastanti come si pensava). Stavolta, però, non è solo Netflix ad essere nel mirino del gruppo: in un ulteriore cinguettio vengono citate FOX, IFC, NAT Geo e ABC, grandi emittenti statunitensi, con un eloquente messaggio finale: “Non stiamo più giocando”. Cosa potrebbe mai accadere? Quali sviluppi avrà questa surreale vicenda?

Alberto De Marco
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Copywriter e social media manager; appassionato di calcio (tifosissimo della Juventus) e di nuove tecnologie. Fan numero uno di Apple, della sua storia e di ciò che sta rappresentando nella nostra epoca. Questa è la mia mail
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